martedì 9 settembre 2008

Voi che viaggiate in questo mare velato di bugie e di mistificazioni; voi che vi nascondete dietro nomi improponibili e foto rubate; voi che siete nel gregge del pecorismo e della vanità più bieca; voi che assomiglate alle migliaia di volti senz'anima che si incontrano nei treni dell'emigrazione forzata verso l'anonimato;voi che veleggiate online senza sapere dove è diretta la vostra misera vela; voi che siete impegnati sentimentalmente e, nonostante ciò, vi si trova per ore a chattare con improbabili pseudo-cyborg-amanti;voi che avete bisogno di pixel-scenari per dare un maggior senso alla vostra inutilità; voi pecoroni siete la feccia di tutto quello che è vita. Io sono parte di voi, ma la differenza sta nel fatto che quando per qualche attimo smetto di recitare e il sipario della finzione, come una palpebra dipinta, scende impietoso sul proscenio, allora la realtà mi appare come un occhio sbarrato senza pietà: svanite le mie capacità istrioniche, la mia fragile anima, rimasta nuda, mostra uno sguardo da bambino. E i bambini non mentono, neanche quando fingono...

0 commenti: